Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 14 - Tagliare le Radici, Non Ammassare le Foglie
Lo Shodoka, il "Canto del Risveglio" di Yoka Daishi, nella sua quattordicesima sezione, ci offre una guida essenziale per il nostro cammino spirituale: "Tagliare le radici, non ammassare le foglie". Questa immagine potente ci invita a concentrarci sull'essenziale, a eliminare la causa della sofferenza piuttosto che perderci nei suoi sintomi. Non si tratta di ignorare i dettagli, ma di riconoscere la priorità di affrontare le radici dell'ignoranza e dell'attaccamento.
Il verso dello Shodoka ci ricorda che l'albero, per quanto rigoglioso, morirà se le sue radici vengono tagliate. Allo stesso modo, la nostra sofferenza non cesserà se ci limitiamo a curare i suoi sintomi superficiali. Dobbiamo andare alla radice del problema, eliminare la causa che lo genera.
Le radici rappresentano l'ignoranza (avidya), la mancanza di comprensione della vera natura della realtà. È l'illusione di un sé separato e autonomo, l'attaccamento al mondo condizionato, la credenza in un "io" permanente e in una realtà statica. Questa ignoranza è la fonte di tutte le nostre sofferenze, perché ci porta a desiderare ciò che è impermanente, a temere ciò che è inevitabile e a lottare contro ciò che è ineluttabile.
Le foglie rappresentano i sintomi della sofferenza, le manifestazioni superficiali del nostro disagio: l'ansia, la rabbia, la tristezza, la paura, la gelosia, l'orgoglio. Sono le conseguenze dell'ignoranza, ma non sono la causa. Curare le foglie senza tagliare le radici è come cercare di spegnere un incendio gettandoci sopra dell'acqua: può alleviare temporaneamente le fiamme, ma non elimina la fonte del fuoco.
Tagliare le radici significa trasformare la nostra percezione della realtà, comprendere la vera natura del sé e del mondo. Significa riconoscere l'impermanenza di tutti i fenomeni, la loro interdipendenza e la loro vacuità. Significa lasciar andare l'attaccamento all'ego e alle nostre illusioni.
La pratica dello Zazen, la meditazione seduta del Buddismo Zen, è uno strumento fondamentale per tagliare le radici dell'ignoranza. Attraverso lo Zazen, impariamo a osservare i nostri pensieri e le nostre emozioni senza giudicarli o identificarci con essi. Impariamo a lasciar andare la nostra presa sul mondo condizionato, a rilassarci nella consapevolezza del momento presente. In questo spazio di silenzio e di presenza, possiamo iniziare a percepire la vera natura della mente, che è al di là di ogni concetto e di ogni dualità.
In definitiva, lo Shodoka ci invita a non accontentarci di soluzioni superficiali, ma a indagare a fondo la causa della nostra sofferenza. Ci esorta a tagliare le radici dell'ignoranza, per liberarci dalla prigione del samsara e per realizzare la nostra vera natura di Buddha.