Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 22 - Spogliarsi... e non vantarsi
Lo Shodoka, il "Canto del Risveglio" di Yoka Daishi, ci offre un insegnamento essenziale nella sua ventiduesima sezione: Spogliarsi... e non vantarsi. Questo verso non si riferisce a un atto fisico di spogliarsi dei vestiti, ma a un lasciar andare l'ego, l'illusione di un sé separato e autonomo. È un invito alla modestia, all'umiltà e alla rinuncia all'orgoglio.
Il verso dello Shodoka ci ricorda che la vera nobiltà non risiede nell'ostentazione o nella vanagloria, ma nella semplicità e nella sincerità. Chi si vanta dei propri meriti o delle proprie realizzazioni è come un povero che cerca di arricchirsi contando i beni altrui. La sua ricchezza è illusoria e la sua gioia effimera.
L'ego, nel Buddismo, è visto come la radice della sofferenza. È l'attaccamento a un'identità fittizia, a un "io" che ci separa dagli altri e dal resto dell'universo. Questo attaccamento ci porta a confrontarci con gli altri, a cercare la loro approvazione, a temere il loro giudizio. Ci rende vulnerabili alla rabbia, all'invidia, all'orgoglio e a tutte le emozioni negative che turbano la nostra pace interiore.
Spogliarsi dell'ego significa riconoscere la sua natura illusoria, lasciar andare la nostra presa su di esso. Non significa negare la nostra individualità o diventare apatici, ma liberarci dalla necessità di definirci attraverso i nostri successi, i nostri possedimenti o le nostre opinioni. Significa vivere con umiltà, riconoscendo che tutto ciò che abbiamo e che siamo è frutto di cause e condizioni interdipendenti.
La modestia è la naturale conseguenza di questa comprensione. Chi ha abbandonato l'illusione dell'ego non ha bisogno di vantarsi o di mettersi in mostra. La sua gioia non dipende dall'approvazione altrui, ma dalla realizzazione della propria vera natura. È una gioia silenziosa e profonda, che non cerca la ribalta.
La pratica dello Zazen, la meditazione seduta del Buddismo Zen, è uno strumento fondamentale per spogliarsi dell'ego. Attraverso lo Zazen, impariamo a osservare i nostri pensieri e le nostre emozioni senza giudicarli o identificarci con essi. Impariamo a lasciar andare la nostra presa sul mondo condizionato, a rilassarci nella consapevolezza del momento presente. In questo spazio di silenzio e di presenza, possiamo iniziare a percepire la vera natura della mente, che è al di là di ogni ego.
In definitiva, lo Shodoka ci invita a rinunciare all'orgoglio e alla vanagloria, a coltivare la modestia e l'umiltà. Ci esorta a spogliarci dell'ego, riconoscendo la sua natura illusoria. Ci ricorda che la vera ricchezza non si trova nei beni materiali o nel riconoscimento sociale, ma nella liberazione dalla sofferenza e nella realizzazione della nostra vera natura di Buddha.