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Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 10 - Non Nascita, Non Morte

Lo Shodoka, il "Canto del Risveglio" di Yoka Daishi, ci conduce nel cuore di un concetto fondamentale del Buddismo Mahayana: la non-nascita e la non-morte. Questa comprensione, esplorata anche nel Sutra del Cuore e da vari maestri buddhisti, non è una semplice negazione dell'esistenza, ma una profonda rivelazione sulla natura della realtà.

La Vacuità e l'Interdipendenza

La non-nascita e la non-morte sono strettamente legate al concetto di vacuità (shunyata). Come afferma il video, "nulla nasce, nulla muore; tutto è cause e condizioni". Questa frase chiave ci invita a superare la visione lineare e frammentata del tempo, riconoscendo che ogni fenomeno sorge e si dissolve in una rete infinita di relazioni. Non esiste un inizio assoluto né una fine definitiva; la materia si trasforma continuamente, senza sperimentare nascita o morte nel senso convenzionale.

Il Ruolo del Pensiero e dell'Ego

Il video sottolinea che i concetti di nascita e morte sono creazioni del pensiero e dell'ego. L'ego, identificandosi con i pensieri e con un'idea fissa di sé, genera la percezione di un'esistenza individuale e limitata, soggetta alla mortalità. Tuttavia, questa è una costruzione mentale che non corrisponde alla realtà ultima.

Disidentificazione con il Pensiero

La via per comprendere la non-nascita e la non-morte è la disidentificazione con i nostri pensieri e con l'ego. Il video la paragona a mettere un'auto in folle: il motore (i pensieri) continua a funzionare, ma l'auto (la nostra identificazione) non si muove. Questa pratica, chiamata isero (oltre il pensiero) nel Fukan Zazengi, aiuta a quietare la mente e ad allinearci con il flusso della non-nascita e della non-morte.

Abbracciare l'Instabilità e l'Impermanenza

Contrariamente all'idea di una stabilità eterna, la vera non-nascita e non-morte implicano l'accettazione completa dell'instabilità, del cambiamento continuo e dell'incertezza. Questa prospettiva, pur sfidando l'ego, è presentata come l'essenza stessa dell'universo, un "Sutra senza parole" che il cielo e la terra ripetono costantemente.

"Uccidere l'Uomo Interiore"

Il video riprende l'insegnamento radicale di Kodo Sawaki di "uccidere l'uomo interiore", ovvero eliminare la parte di noi che produce pensieri discriminatori e crea i concetti di nascita e morte. Questo si ricollega al concetto Zen del dojo come "sala degli alberi morti", simbolo di uno stato di quiete e non-azione in cui la mente del risveglio può manifestarsi.

In definitiva, la comprensione della non-nascita e della non-morte non è un esercizio intellettuale, ma una trasformazione profonda della nostra percezione della realtà. Significa lasciar andare l'ego e le sue costruzioni mentali, trovando pace e chiarezza nell'osservare il mondo come se non fossimo più fisicamente presenti. È un invito a vivere pienamente ogni istante, riconoscendo la natura impermanente e interconnessa di ogni cosa, e manifestando la nostra intrinseca natura di Buddha.