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Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 17 - Cinque Visioni, Cinque Poteri

Lo Shodoka, il "Canto del Risveglio" di Yoka Daishi, nella sua diciassettesima sezione, ci introduce a un sistema di cinque visioni e cinque poteri che rappresentano tappe fondamentali nel cammino verso l'illuminazione. Queste non sono semplici abilità da acquisire, ma piuttosto trasformazioni profonde nella nostra percezione della realtà e nella nostra capacità di agire nel mondo.

Le cinque visioni (pañca-cakṣus in sanscrito) sono diversi modi di vedere la realtà, ognuno dei quali trascende il precedente:

  1. Occhio carnale (fisico): La visione ordinaria, limitata ai sensi fisici e alla percezione superficiale dei fenomeni. È la visione del mondo condizionato, soggetto a nascita e morte.
  2. Occhio divino: La capacità di vedere al di là delle apparenze, di percepire le connessioni tra i fenomeni e le loro cause. Implica una certa capacità di chiaroveggenza, non intesa in senso magico, ma come una maggiore sensibilità e intuizione.
  3. Occhio della saggezza: La visione della vacuità (shunyata), la comprensione che tutti i fenomeni sono privi di una natura intrinseca e dipendono da cause e condizioni. È la visione che libera dall'attaccamento e dall'illusione di un sé separato.
  4. Occhio del Dharma: La visione della realtà ultima, la comprensione che tutti i fenomeni sono manifestazioni del Dharma, la legge universale. È la visione che trascende ogni dualità e ogni distinzione.
  5. Occhio del Buddha: La visione onnicomprensiva di un Buddha, che vede ogni cosa nella sua totalità e interconnessione. È la visione che abbraccia tutti gli esseri con compassione e saggezza.

I cinque poteri (pañca-bala in sanscrito) sono le forze spirituali che ci permettono di superare gli ostacoli e di avanzare nel cammino:

  1. Fede (Shraddha): Non una fede cieca, ma una fiducia profonda nella possibilità di raggiungere l'illuminazione e nella validità degli insegnamenti del Buddha. È la base per intraprendere il cammino.
  2. Sforzo (Virya): L'energia e la determinazione necessarie per praticare con perseveranza e superare le difficoltà. È la forza che ci spinge a non arrenderci di fronte agli ostacoli.
  3. Consapevolezza (Smriti): La capacità di essere pienamente presenti nel momento presente, di osservare i nostri pensieri e le nostre emozioni senza giudicarli. È la base per la meditazione e per la comprensione profonda.
  4. Concentrazione (Samadhi): La capacità di focalizzare la mente su un singolo oggetto, di raggiungere uno stato di calma e di chiarezza. È la forza che ci permette di superare le distrazioni e di approfondire la nostra pratica.
  5. Saggezza (Prajna): La comprensione intuitiva della realtà, la capacità di vedere al di là delle apparenze e di riconoscere la vera natura delle cose. È la forza che ci libera dall'ignoranza e dall'illusione.

Queste cinque visioni e questi cinque poteri non sono entità separate, ma aspetti interconnessi del cammino spirituale. L'acquisizione di una visione più profonda rafforza i nostri poteri spirituali, e a loro volta, i poteri spirituali ci permettono di sviluppare una visione più chiara della realtà. Il loro sviluppo culmina nella realizzazione della natura di Buddha, la completa illuminazione.