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Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 19 - Cos'è la vera povertà?

Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 19 - Cos'è la vera povertà?

Lo Shodoka, il "Canto del Risveglio" di Yoka Daishi, nella sua diciannovesima sezione, ci invita a una riflessione profonda su cos'è la vera povertà. Questa povertà non si riferisce alla mancanza di beni materiali, ma a una condizione spirituale di distacco e di liberazione dagli attaccamenti. Yoka Daishi ci esorta a non accumulare ricchezze, perché queste possono diventare un ostacolo al nostro cammino verso la liberazione.

Il verso dello Shodoka ci ricorda che la vera povertà non è una condizione da temere o da evitare, ma una virtù da coltivare. Chi è povero nel cuore, libero dall'avidità e dall'attaccamento, è veramente ricco. La sua ricchezza non dipende da ciò che possiede, ma da ciò che ha lasciato andare.

L'attaccamento ai beni materiali è una delle principali cause di sofferenza. Ci rende dipendenti da ciò che è impermanente e transitorio. Ci spinge a confrontarci con gli altri, a competere, a temere la perdita. Ci impedisce di vivere pienamente il momento presente, perché siamo sempre proiettati verso il futuro, alla ricerca di una felicità che non arriverà mai.

La vera povertà, al contrario, è una liberazione da questa schiavitù. È la capacità di apprezzare ciò che abbiamo, senza aggrapparci ad esso. È la gioia di vivere con semplicità, senza bisogno di lussi o di ostentazioni. È la pace interiore che deriva dal non avere nulla da proteggere o da difendere.

La pratica dello Zazen, la meditazione seduta del Buddismo Zen, è uno strumento fondamentale per coltivare questa vera povertà. Attraverso lo Zazen, impariamo a osservare i nostri pensieri e le nostre emozioni senza giudicarli o identificarci con essi. Impariamo a lasciar andare la nostra presa sul mondo condizionato, a rilassarci nella consapevolezza del momento presente. In questo spazio di silenzio e di presenza, possiamo iniziare a percepire la vera natura della mente, che è al di là di ogni attaccamento.

La vera ricchezza, secondo Yoka Daishi, non si trova nei beni materiali, ma nella liberazione dalla sofferenza. È la gioia di vivere con semplicità, la pace interiore che deriva dal distacco, la compassione verso tutti gli esseri. È la realizzazione della nostra vera natura di Buddha, che è innata e perfetta, al di là di ogni povertà e di ogni ricchezza.