Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 27 Attraversare Montagne e Oceani, Trascendere Vita e Morte
Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 27 - Attraversare Montagne e Oceani, Trascendere Vita e Morte
Lo Shodoka, il "Canto del Risveglio" di Yoka Daishi, nella sua ventisettesima sezione, ci invita a riflettere sul superamento degli ostacoli e sulla trascendenza di vita e morte. Questa sezione non parla di viaggi fisici attraverso paesaggi impervi, ma di un viaggio interiore verso la liberazione, un percorso che richiede di affrontare le sfide della vita con coraggio e di superare la paura della morte.
Il verso dello Shodoka ci esorta a non limitarci a "guardare le figure dipinte su una torta di riso", ovvero a non accontentarci di una comprensione superficiale degli insegnamenti. La vera saggezza non si trova nella mera conoscenza teorica, ma nell' esperienza diretta della realtà. È necessario attraversare montagne e oceani, metafore delle difficoltà e delle sofferenze che incontriamo nel cammino spirituale, per raggiungere la "terra pura", la dimensione della liberazione.
Le montagne rappresentano gli ostacoli interiori che ci impediscono di vedere la nostra vera natura: l'attaccamento, l'avversione, l'ignoranza, l'orgoglio, il dubbio. Sono le nostre paure, le nostre insicurezze, i nostri condizionamenti mentali che ci tengono prigionieri in un ciclo di sofferenza. Gli oceani simboleggiano l' immensità della sofferenza nel mondo, la vastità del samsara, il ciclo infinito di nascita e morte. Rappresentano le emozioni tumultuose, le relazioni difficili, le perdite, le malattie, le ingiustizie che ci mettono alla prova.
Attraversare montagne e oceani significa affrontare queste difficoltà con coraggio e determinazione. Non significa evitarle o fuggirle, ma immergersi in esse, osservarle con consapevolezza, trasformarle in opportunità di crescita. È un percorso che richiede pazienza, perseveranza e fiducia nella nostra capacità di superare ogni ostacolo.
La trascendenza di vita e morte non è una negazione della loro realtà, ma una comprensione profonda della loro interconnessione. La vita e la morte non sono due eventi separati e opposti, ma due aspetti di un unico processo. Ogni momento della nostra vita è una nascita e una morte costanti. I nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre sensazioni, nascono e muoiono in continuazione. Il corpo stesso è in un continuo processo di cambiamento.
La paura della morte è spesso legata all' attaccamento alla vita, alla paura di perdere ciò che consideriamo nostro. La trascendenza di vita e morte implica un lasciar andare questo attaccamento, un riconoscere che la nostra vera essenza è al di là di ogni nascita e di ogni morte. Non è una fuga dalla vita, ma un vivere pienamente ogni momento, senza aggrapparsi ad esso, sapendo che la nostra vera identità è immutabile e eterna.
Lo Shodoka ci invita a non accontentarci di una vita superficiale, a non sprecare il nostro tempo in attività inutili. Ci esorta a intraprendere il viaggio interiore, ad attraversare le montagne e gli oceani della nostra esistenza, per raggiungere la liberazione dalla sofferenza. Ci ricorda che la vera saggezza non è una conoscenza teorica, ma un' esperienza diretta della realtà, una trasformazione profonda del nostro essere.