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Lo Shodoka, il Canto del Risveglio, di Yoka Daishi 29 Il Buddha Nento, l'Asceta Nin-Niku e la Santa Pazienza

Lo Shodoka, il "Canto del Risveglio" di Yoka Daishi, ci conduce attraverso la storia di figure esemplari e virtù fondamentali, illuminando il cammino verso la liberazione. La ventinovesima sezione si concentra sul Buddha Nento, l'Asceta Nin-Niku e, soprattutto, sul valore della pazienza (kṣānti in sanscrito, ninniku in giapponese).

Il Buddha Nento (Dipamkara in sanscrito), un Buddha del passato, è una figura chiave nel Buddismo Mahayana. La sua storia è legata alla promessa fatta a Shakyamuni (il Buddha storico) di raggiungere l'illuminazione in una vita futura. Questo episodio sottolinea la continuità della tradizione buddhista e la possibilità per ogni essere di seguire le orme del Buddha.

L'Asceta Nin-Niku è un personaggio leggendario, celebrato per la sua straordinaria pazienza. La sua storia, che si trova in molti sutra Mahayana, narra di un asceta che, pur essendo sottoposto a terribili torture, non cedette mai alla rabbia o al risentimento. Il re Kali, accecato dall'ira, lo mutilò, tagliandogli le mani, i piedi, le orecchie e il naso. Nonostante le sofferenze indicibili, l'asceta mantenne una compassione inalterata verso il suo aguzzino, dimostrando una pazienza che trascende ogni limite umano.

La pazienza, simboleggiata dall'esempio dell'Asceta Nin-Niku, è una delle sei paramita (perfezioni) del bodhisattva, le qualità essenziali per raggiungere l'illuminazione. Nel Buddismo Zen, la pazienza non è semplicemente una sopportazione passiva della sofferenza. È una forza attiva, una capacità di affrontare le difficoltà con calma, coraggio e comprensione. È la capacità di trasformare le avversità in opportunità di crescita spirituale.

La pazienza, come illustrato nello Shodoka, ci permette di superare la rabbia, l'odio e il risentimento, emozioni che avvelenano la mente e ci allontanano dalla vera natura del Dharma. Ci permette di mantenere la calma in situazioni stressanti, di rispondere alle provocazioni con saggezza invece di reagire impulsivamente. Ci permette di coltivare la compassione verso noi stessi e verso gli altri, riconoscendo che tutti gli esseri senzienti sono soggetti alla sofferenza.

L'esempio dell'Asceta Nin-Niku, pur essendo estremo, ci mostra che la pazienza può trascendere ogni limite. Ci invita a non cedere alla rabbia, anche di fronte alle ingiustizie più grandi. Ci ricorda che la vera forza non risiede nella capacità di vendicarsi, ma nella capacità di perdonare e di comprendere. La pazienza, in questo senso, è una forma di amore, una forza trasformatrice che può guarire le ferite più profonde.

Lo Shodoka, attraverso la storia del Buddha Nento e dell'Asceta Nin-Niku, ci ricorda che il cammino verso l'illuminazione richiede tempo, impegno e, soprattutto, una pazienza infinita. Ci invita a coltivare questa virtù in ogni aspetto della nostra vita, trasformando ogni difficoltà in un'opportunità per avvicinarci alla vera natura del Dharma.