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Shikantaza: La Pratica Zen del "Solo Sedersi"

Il Cuore Silenzioso dello Zen Sōtō

 

All'interno della vasta tradizione Zen, esistono molti metodi e approcci. Ma al cuore della scuola Sōtō, quella che seguiamo al Centro Anshin, c'è una pratica di una semplicità disarmante e di una profondità abissale: Shikantaza.

La parola giapponese si può tradurre come "semplicemente", "solamente" (shikan), "colpire" o "dedicarsi a" (ta), "sedersi" (za). La traduzione più comune e poetica è "semplicemente sedersi" o "solo sedersi".

Ma cosa significa? Non è forse quello che fanno tutti nella meditazione Zen? Sì e no. Shikantaza non è solo una tecnica, è un'attitudine. È l'espressione più pura dell'idea che la pratica e l'illuminazione non sono due cose separate.

 

Cosa si Fa (e Cosa NON si Fa) in Shikantaza

 

L'istruzione per lo Shikantaza è incredibilmente semplice. Ci si siede nella postura di zazen, stabili e dignitosi. E poi? E poi, semplicemente, ci si siede.

A differenza di altre forme di meditazione, nello Shikantaza:

  • Non c'è un oggetto su cui concentrarsi: Non si contano i respiri, non si recita un mantra, non si visualizza un'immagine. L'oggetto della meditazione è il momento presente nella sua totalità.

  • Non si cerca di "svuotare la mente": I pensieri arriveranno. È la natura della mente. L'istruzione non è quella di fermarli, che è impossibile e frustrante, ma di lasciarli essere. Si osservano sorgere, permanere per un istante e poi svanire, come nuvole nel cielo, senza aggrapparsi a essi e senza giudicarli.

  • Non si cerca di "ottenere" qualcosa: Non si pratica per raggiungere il relax, per avere esperienze speciali, per risolvere i propri problemi o per ottenere l'illuminazione. Qualsiasi obiettivo, anche quello del risveglio, diventa un ostacolo.

La pratica è semplicemente essere presenti a tutto ciò che sorge: il suono di un'auto in strada, il respiro nel corpo, un pensiero di preoccupazione, una sensazione di pace. Tutto è accolto nella vasta consapevolezza del "solo sedersi".

 

La Pratica come Realizzazione

 

Questa è l'intuizione rivoluzionaria del Maestro Dōgen, che ha portato lo Zen Sōtō in Giappone. Per lui, lo zazen non è un mezzo per diventare un Buddha. Lo zazen è l'atto stesso dell'essere un Buddha.

Quando ci sediamo in Shikantaza, senza cercare nulla, senza aggiungere o togliere nulla, stiamo manifestando la nostra natura illuminata originaria. La nostra pratica non è un allenamento per il futuro, è la piena realizzazione nel presente. È un atto di fiducia radicale nel fatto che non ci manca nulla, che tutto ciò che cerchiamo è già qui, in questa postura, in questo respiro.

 

Come si Pratica Concretamente?

 

  1. Assumi la Postura: Siediti su un cuscino (zafu), con le gambe incrociate (nella posizione del loto, mezzo loto o birmana, a seconda delle tue possibilità). La schiena è dritta ma non rigida, il mento leggermente rientrato, le mani nel mudra cosmico (la mano sinistra sulla destra, i pollici che si toccano leggermente). Gli occhi sono socchiusi e lo sguardo è posato a circa un metro di distanza sul pavimento, senza fissare nulla.

  2. Lascia Andare gli Obiettivi: Abbandona ogni idea di "fare" una buona meditazione.

  3. Sii Consapevole: Porta l'attenzione al corpo, alla postura, al respiro. Quando un pensiero sorge, semplicemente notalo. Riconoscilo senza giudizio ("Ah, un pensiero sul lavoro") e gentilmente, senza sforzo, lascia che la tua attenzione ritorni alla totalità del momento presente, alla sensazione del corpo seduto nella stanza.

È un processo continuo di notare la distrazione e tornare, con pazienza e gentilezza infinite, al "solo sedersi".

 

Una Pratica per la Vita

 

Shikantaza non è facile. La sua semplicità è la sua più grande sfida. La nostra mente, abituata a "fare" e a "cercare", si ribella a questa apparente inattività. Ma con la pratica costante, questa attitudine del "solo essere" inizia a permeare anche la nostra vita quotidiana.

Impariamo ad ascoltare gli altri "solo ascoltando", senza preparare la nostra risposta. Impariamo a lavare i piatti "solo lavando i piatti", presenti al gesto e alle sensazioni.

Shikantaza è la via diretta per scoprire la pace profonda che risiede nel cuore del momento presente, una pace che non dipende da alcuna condizione esterna.


Questa è la pratica al cuore della nostra tradizione. Per capire come si inserisce nella storia e nella filosofia Zen, puoi tornare alla nostra guida principale.

➡️ Torna alla guida su Buddhismo Zen Buddhismo Zen (Soto Zen): Guida a Essenza, Storia e Pratica

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